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| Lo Bianco, l' alzatrice che ama scrivere. E vincere MILANO - «Volevo fare la scrittrice e ancora oggi mi piace fissare i miei pensieri dove so di poterli andare a ripescare». Così parlò Eleonora Lo Bianco. Leo, come la chiamano amici e addetti ai lavori, ragiona sempre. Sotto rete quando deve disegnare le trame di gioco per le sue compagne. E quando smette i panni della capitana della nazionale italiana di volley e di miglior palleggiatrice del mondo. Durante i Mondiali del 2002 in Germania, quelli che fecero conoscere l' altra metà del cielo pallavolistico nazionale, lei scrisse un diario in cui raccontava quello che i numeri non dicono. Durante gli Europei del 2005 in Croazia fermò i pensieri su dei fogli sparsi. «Sono - spiegò - come delle lettere indirizzate a nessuno. Io sono una che fa fatica a sfogarsi, in fondo sono un' introversa. Allora scrivo quello che sento». A manifestazione finita scrisse un articolo per la Gazzetta dello Sport: «Rimane l' amarezza di un oro perso, di un' occasione mancata, ma non sento delusione perché certe sconfitte ci fanno crescere e ci rendono più forti». Non sbagliava. Perché nel 2007 ha vinto Europeo e Coppa del Mondo. Anche se la pagina più bella, un po' come il mare di Hikmet, è ancora da tutta da scrivere. Magari su un blog olimpico. |
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